
Io non lo so.
Non so se un pomeriggio di domenica al lago, con un sole rubato al temporale,
in un paesaggio quasi surreale, possa essere rovinato da una sensazione.
A dire il vero si tratta di una sensazione forte e pungente,
una sensazione che mi viene dall'esterno,
ma che mi tocca sul vivo e non mi da pace
innescando una reazione a catena di pensieri, sentimenti e malumori.
I bambini e l'asilo nido, questo è l'argomento della chiacchierata.
La domanda da presentare, l'eventuale graduatoria d'ammissione, la retta conseguente...
Ma ancora prima, è giusto staccare il bimbo dalla madre,
lasciarlo ad estranei per una mezza giornata buona?
Insomma un argomento come un altro, che mi riguarda da vicino
e riguarda da vicino anche i miei compagni di gita, genitori di bimbi molto piccoli.
Salta in ballo la possibilità di un nido privato.
Certo, chi ha bisogno di lasciare il bambino per lavorare e non viene ammesso al comunale, naturalmente si rivolge ad un asilo privato...
No.
Il motivo non è questo.
Nell'asilo privato in questione, gestito da suore...ma guarda un po'...,
non c'è la presenza di bimbi extracomunitari.
Uso questo termine, che chi mi conosce non credo abbia mai sentito pronunciato da me,
perchè è il primo gradino dell'esclation di spine di questa domenica.
Alla mia volutamente innocente, ma falsamente ingenua domanda :"E come mai? per la retta?" le mie braccia hanno cominciato a scendere piano piano sempre più giù...
No, la retta è pari se non più bassa del nido comunale, è che proprio non vengono accettati.
Devo aver anche fatto una faccia strana, oltre al movimento delle braccia,
perchè le giustificazioni sono subito arrivate...
"Sai....è meglio...del resto portano tante malattie!"
E che stiamo parlando dei piccioni che infestano la città?
Sono rimasta muta, non sapendo davvero cosa dire.
Nella mia testa le parole galleggiavano insieme a parolacce e grida insulse.
Meglio che la mia bocca non si sia aperta in quel momento.
Del resto dovevo anche tenere a bada l'irrefrenabile voglia di scappare
e di non sentire le altre motivazioni, che erano scattate...
quelle più generali, quelle che in fondo ho sempre sentito...
sono tutti delinquenti, non hanno maniere, potevano stare a casa loro e via dicendo.
Ma quella della malattia proprio mi mancava....
Comunque se mia figlia andrà al nido comunale sarò ben contenta che abbia come compagni gli altri bambini che abitano il paese, siano chiari o di pelle scura, siano italiani da solo una generazione o si sentano fermamente ancora della propria nazionalità...
del resto tutti loro avranno a che fare con Giorgia, con suo padre e con me...
e noi siamo salentini.