lunedì 14 aprile 2008

STOP ALL'IGNORANZA


Io non lo so.
Non so se un pomeriggio di domenica al lago, con un sole rubato al temporale,
in un paesaggio quasi surreale, possa essere rovinato da una sensazione.
A dire il vero si tratta di una sensazione forte e pungente,
una sensazione che mi viene dall'esterno,
ma che mi tocca sul vivo e non mi da pace
innescando una reazione a catena di pensieri, sentimenti e malumori.
I bambini e l'asilo nido, questo è l'argomento della chiacchierata.
La domanda da presentare, l'eventuale graduatoria d'ammissione, la retta conseguente...
Ma ancora prima, è giusto staccare il bimbo dalla madre,
lasciarlo ad estranei per una mezza giornata buona?
Insomma un argomento come un altro, che mi riguarda da vicino
e riguarda da vicino anche i miei compagni di gita, genitori di bimbi molto piccoli.
Salta in ballo la possibilità di un nido privato.
Certo, chi ha bisogno di lasciare il bambino per lavorare e non viene ammesso al comunale, naturalmente si rivolge ad un asilo privato...
No.
Il motivo non è questo.
Nell'asilo privato in questione, gestito da suore...ma guarda un po'...,
non c'è la presenza di bimbi extracomunitari.
Uso questo termine, che chi mi conosce non credo abbia mai sentito pronunciato da me,
perchè è il primo gradino dell'esclation di spine di questa domenica.
Alla mia volutamente innocente, ma falsamente ingenua domanda :"E come mai? per la retta?" le mie braccia hanno cominciato a scendere piano piano sempre più giù...
No, la retta è pari se non più bassa del nido comunale, è che proprio non vengono accettati.
Devo aver anche fatto una faccia strana, oltre al movimento delle braccia,
perchè le giustificazioni sono subito arrivate...
"Sai....è meglio...del resto portano tante malattie!"
E che stiamo parlando dei piccioni che infestano la città?
Sono rimasta muta, non sapendo davvero cosa dire.
Nella mia testa le parole galleggiavano insieme a parolacce e grida insulse.
Meglio che la mia bocca non si sia aperta in quel momento.
Del resto dovevo anche tenere a bada l'irrefrenabile voglia di scappare
e di non sentire le altre motivazioni, che erano scattate...
quelle più generali, quelle che in fondo ho sempre sentito...
sono tutti delinquenti, non hanno maniere, potevano stare a casa loro e via dicendo.
Ma quella della malattia proprio mi mancava....
Comunque se mia figlia andrà al nido comunale sarò ben contenta che abbia come compagni gli altri bambini che abitano il paese, siano chiari o di pelle scura, siano italiani da solo una generazione o si sentano fermamente ancora della propria nazionalità...
del resto tutti loro avranno a che fare con Giorgia, con suo padre e con me...
e noi siamo salentini.

8 commenti:

unika ha detto...

concordo pienamente con tutte le cose che hai scritto...solo su una cosa non mi trovi assolutamente daccordo...il tuo non aver aperto bocca....non è vero che è stato meglio cosi....dovevi sputare loro addosso tutto quello che in quel momento sentivi e pensavi....siamo una minoranza purtroppo ma ci dobbiamo far sentire...altrimenti avalliamo queste decisioni comportamentali...e ciò non deve succedere.....sono con te...non aver timore a gridare il tuo pensiero....un bacio grande...
Annamaria

Sarettah ha detto...

che strano... frequento quotidianamente bimbi e adulti extracomunitari: dovrò mica farmi visitare?!?!
Purtroppo credo che neanch'io avrei aggiunto una parola di più, ma semplicemente perché ho capito che neanche una valanga di parole serve a far cambiare un'idea così, da un giorno all'altro: più di mille parole vale invece la conoscenza, lo sperimentare in prima persona la bellezza di incontrare occhi che hanno un taglio diverso dal nostro, di stringere una mano di una carnagione differente, imparare a salutare in una lingua nuova.
Auguro a Giorgia mille incontri con piccoli come lei, extra...ordinari!

Anonimo ha detto...

dunque...non avevo mai incontrato prima persone con una mentalità radicata cosi profondamente tanto da diventare normale passare dall'altro lato della strada quando si incontra un ragazzo dalla pelle scura, augurarsi che la figlia non sposi mai un ragazzo "musulmano" o "marocchino", o addirittura assicurarsi, prima di comprare casa, che il condominio non preveda la vendita di appartamenti ad "extra-comunitari"...ormai non mi sento piu scioccata perchè sento queste cose da 5 mesi quasi ogni giorno..ma l'amarezza o l'incredulità non mi abbandonano..inutile ripetere che le persone non sono tutte uguali, che i delinquenti sono pure italiani, che forse quel pensiero è frutto solo di sfortunate brutte esperienze...inutile...vero è che qui si respira una realtà diversa..dove i dati oggettivi di criminalità purtroppo danno torto a me e fomentano loro..ma questo non credo possa giustificare tali pensieri, tale modo di vedere le cose...nonostante questo il mio stupore e la mia delusione rimangono..piu forti che mai...
V.

alessia ha detto...

Non ci posso credere la frase "portano tante malattie" è davvero sconvolgente, vergognoso specialmente quando poi si parla di bambini!!!!!
Ciao Alessia

Anonimo ha detto...

non commento!
Mio figlio ha la fortuna (o la sventura) di avere un padre comunista... e quindi...
La prossima volta invitaci alla gita e vedrai che ti divertirai di più in nostra compagnia!
i centesi(mi)

Anonimo ha detto...

Purtroppo è diffuso questo "pensiero"...se pensiero si può chiamare questo schifo...
non ne comprendo la vera ragione...e non ne conosco l'antitodo...poi in un italia dove la lega nord aumenta consensi evince...non credo che ce ne sia più nemmeno da sorprendersi...

"Paura del diverso, paura el possibile, paura che il diverso sarebbe anche possibile...." forse è questa la verità

io personalmente non faccio caso a tutto ciò...vivo la mia vita..cercondo di cogliere le perle dalla diversità...e provando pena per chi ne fugge...
Andrea

valè ha detto...

Beh, ieri credevo di aver toccato il fondo vedendo le percentuali della Lega Nord... Poi ho letto il post e ho capito che non era proprio giornata. Sullo schermo della tv immagini di bandieroni verdi, mentre quello del pc mi inchiodava all'inconcepibile idea di bambini educati alla paura dell'altro. Preferivo le bandiere, forse...
Premesso che credo poco alla veridicità delle preoccupazioni di ordine igienico-sanitario (relativamente semplice recitare la parte del genitore ansioso e apprensivo oltre la soglia del patologico), resto sbalordita dalla ridicola semplificazioine del ragionamento. Più che di ignoranza parlerei allora di stupidità. Anche immedesimandomi in uno dei genitori in questione, non riesco sinceramente a immaginare soluzione più pericolosa di quella proposta. Se avessi simili fobie, simili problemi con gli "extracomunitari", mi impegnerei forse in una missione di "occidentalizzazione", magari spererei che di vedere i loro figli diventare uguali ai miei, con le converse ai piedi e l'elastico dei boxer in bella vista, mi augurerei di riconoscere il loro accento simile al mio, di sapere che si sentono più italiani che altro... Se avessi un briciolo di intelligenza, mai cercherei di isolarli, di farli crescere nella consapevolezza di non essere accettati. Temerei più di tutto l'odio che in questo modo alimenterei in loro. Se avessi quel briciolo d'intelligenza però, più probabilmente, accoglierei ognuno per ciò che dimostra di essere, senza generalizzazioni inutili, nel bene e nel male, con la consapevolezza che ogni diversità può trasformarsi in ricchezza e che nessuno mi sta chiedendo di stringere la mano a un terrorista, di perdonare un assassino, di scagionare uno strupratore...
Solo di far giocare insieme (e se ne hanno voglia) dei bambini di due anni...

Eva ha detto...

Sono senza respiro e ankio concordo pienamente cio scritto...
Non bisogna mai abbituarsi a queste cose, bisogna mai tacere e tutti avete fatto bene scrivere e esprimere il vostro pensiero!
Come diceva la mia nonna:
"invece di lamentarsi al buio bisogna acendere la candelina.."
e mi fa piacere vederle qua tante accese!

bacini evini

PS: attenti sono una strana straniera ;-))) e Giorgia lo sai di dove viene la Malu? ;-)))